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Dopo nove mesi di inchiesta, la Commissione Finanze della Camera dei Deputati Italiani ha appena resi noti i dati sul settore del credito al consumo italiano, definendolo come non competitivo, con alti costi per i consumatori e spesso con poca informazione che porta il consumatore ad essere vittima di frodi e raggiri,

Presi in oggetto dalla Commissione Finanze sono stati sia i prestiti classici, ma soprattutto le carte revolving, che applicano in media tassi passivi dell'1.5% in più della media europea.

Le carte revolving, secondo il rapporto della Commissione Finanze, applicano tassi di prestito passivi sino al 17%, in alcuni casi, considerato, secondo il rapporto, al limite dell'usura. In generale, gli italiani si trovano a pagare in media tassi passivi intorno al 12%.

Altro fattore negativo evidenziato dal rapporto è stata la mancanza di trasparenza sui costi dei prodotti bancari ed/o finanziari a cui l'utente vuole accedere per ottenere un finanziamento congiunti ad impedimenti burocratico-amministrativi che rendono difficile e costoso l'ottenimento di prestiti per gli utenti italiani.

Nota molto importante del rapporto della Commissione Finanze è l'implementazione nell'ordinativo italiano della direttiva europea che apre il mercato dei prestiti, rompendo il monopolio delle banche, ed aprendolo ad istituti privati, società di grande distribuzione, operatori telefonici e similari, che sicuramente introdurrà un salutare fattore concorrenziale nel mercato italiano.